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Pietre preziose e perle

Pietre preziose

Dai colori dell’arcobaleno e dalla brillante luminosità dei cristalli più fini, le pietre preziose hanno catturato da sempre l’immaginazione e i desideri degli uomini e ancor più delle donne di tutto il mondo. Da sempre oggetto di desiderio e manifestazione concreta del potere, probabilmente raggiungono il loro senso più compiuto quando sono regalate come espressione concreta dell’affetto e dell’amore che si provano per le persone care. La gratificazione che si ottiene regalando una pietra preziosa, spesso, non ha uguali!   Genericamente parlando, una pietra preziosa è una pietra bella a vedersi, rara e resistente nel tempo. Le caratteristiche fisiche che rendono pregevole una pietra preziosa sono il colore, la trasparenza, il taglio, la durevolezza. In genere, assieme al diamante sono considerate pietre preziose il rubino, lo zaffiro, lo smeraldo e le perle (anche se queste non sono effettivamente dei minerali).

Zaffiro

Lo zaffiro è una delle pietre preziose più pregiate ed apprezzate nel corso della storia. Mineralogicamente parlando, è una varietà del corindone e lo si può ritrovare di qualunque colore (zaffiro giallo, lo zaffiro verde, il rosa, il viola, ecc ) anche se idealmente lo si riconduce al blu. Il colore blu dipende dalla presenza di minime quantità di atomi di ferro e di titanio nel reticolo cristallino dell’ossido d’alluminio. La durezza è uguale a quella del rubino (altra qualità del corindone), mentre la fluorescenza non è uguale per tutte le varietà; dipende molto dal colore e dal giacimento di provenienza.

  • Giacimenti

I giacimenti di maggiore importanza si trovano a Myanmar (ex Birmania),Thailandia , Cambogia, Sri Lanka e nel Kashmir.

  • Inclusioni

I meravigliosi colori di queste pietre sono dovuti a tracce di ossidi metallici incorporati nel cristallo, quindi in questo caso la purezza non è una virtù. Addirittura, dalle inclusioni che si possono notare nei corindoni si può talvolta capirne la provenienza e, a volte, la semplice e certa individuazione di una sola inclusione può essere sufficiente per potere affermare se il campione in esame è naturale.

  • Taglio

Gli zaffiri, come i rubini, sono tagliati utilizzando il taglio misto; quando si hanno campioni di particolare bellezza può essere utilizzato il taglio a smeraldo.

  • Rifrazione

Un raggio di luce che penetra in una pietra come lo zaffiro si scinde in due raggi. Questo fenomeno si chiama birifrangenza o doppia rifrazione e permette che qualsiasi oggetto osservato attraverso il cristallo appaia lievemente sdoppiato. Questa caratteristica è comune a tutte le gemme appartenente al gruppo dimetrico. Il fatto che esistano due raggi influisce sul colore, dando sfumature diverse. Questo effetto cromatico differenziale si chiama dicroismo. Il colore più gradevole nello zaffiro è blu reale profondo.

  • Lucentezza e dispersione

La lucentezza dello zaffiro è vitrea, ma talvolta può tendere all’adamantino. Il valore di dispersione è decisamente modesto rispetto a quello del diamante, e quindi la bellezza del corindone non risiede nei lampi di colori, come nel diamante, ma soltanto nelle sfumature di colore.

  • Durezza

Gli zaffiri vengono particolarmente apprezzati, oltre che per la loro elevata brillantezza, anche per la durezza infatti, dopo il diamante, sono le gemme più dure in assoluto. Questo significa che possono essere utilizzati in anelli e braccialetti senza il timore che possano subire delle scalfitture.

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Smeraldo

Lo smeraldo è una delle pietre preziose per eccellenza. Considerato sacro, è stato incastonato nelle corone dei re e negli occhi degli idoli dell’India e dell’estremo oriente. Anche adesso è una delle pietre preziose più pregiate al mondo, conosciuta da tutti per il caratteristico colore, definito per l’appunto “verde smeraldo”.

  • Caratteristiche

Lo smeraldo è un berillo e la colorazione è dovuta alla presenza di cromo e, in alcuni casi, vanadio. Relativamente duro, lo smeraldo quasi sempre presenta numerose inclusioni e fessure sulla superficie che lo rendono per questo abbastanza fragile. Il colore è molto stabile alla luce ed al calore. Soltanto le migliori qualità sono trasparenti, poiché spesso è reso traslucido da inclusioni di vario tipo. Più pregiato è il colore verde intenso, che conferisce ad una pietra un valore superiore a qualsiasi altra pietra pallida, per pura che sia. La distribuzione del colore è spesso irregolare, disposta a macchie o a bande. In genere la lucentezza si presenta vitrea.

  • Giacimenti

L’estrazione avviene quasi solo dalla roccia madre, dove lo smeraldo si trova in piccoli filoni o sulle pareti di cavità. Sicuramente i giacimenti più importanti, per la bellezza del materiale estratto, si trovano in Colombia.  Gli altri grandi produttori di smeraldi sono: Brasile, Rhodesia, Russia, Zambia e Zimbabwe.

  • Taglio

Per lo smeraldo il taglio maggiormente utilizzato è appunto quello denominato a smeraldo: è una forma rettangolare sfaccettata, ad angoli smussati e con faccette piane. Sono ovviamente utilizzate tutte le altre forme.

  • Esame alla lente

Come nel caso del rubino e dello zaffiro, l’utilizzo di una lente 10X permette di scoprire all’interno degli smeraldi, un mondo tutto particolare in grado di catturare l’attenzione dell’osservatore. L’insieme delle inclusioni veniva detto dagli esperti “”effetto giardino””; queste possono essere di vario tipo (liquide con bolle di gas, fratture risanate, altri cristalli). Purché non siano abbondanti non sono considerate necessariamente difetti, ma, piuttosto, provano l’origine naturale della pietra e permettono di distinguerla dalle sintesi e dalle numerose altre imitazioni.

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Rubino

Dopo il diamante, il rubino è la gemma più preziosa in assoluto.   Il rubino è caratterizzato da una colorazione rossa dai toni vivaci, anche se è possibile trovarlo anche rosato o color vinaccia. In genere è brillante ed è estremamente duro.

  • Caratteristiche

Soltanto intorno al 1800 si riconobbe che, insieme allo zaffiro, il rubino è una varietà del corindone.  I rubini più pregiati sono quelli di colore rosso vivo e caratterizzati da grande chiarezza, qualità rara da trovare. Il colore più pregiato è il cosiddetto “”sangue di piccione””: un rosso puro con una sfumatura nel bluastro. I rubini presentano generalmente delle inclusioni all’interno, per cui sono spesso opachi. I rubini opachi e caratterizzati da asterismo sono comunque molto pregiati e per far risaltare il fenomeno ottico vengono sempre tagliati a cabochon. La distribuzione del colore è spesso irregolare: a bande o chiazzata. Mediante trattamento termico le qualità inferiori di rubino acquistano un colore migliore.

  • Giacimenti

Sostanza colorante del rubino è il cromo e per le tonalità brunastre anche il ferro. Il colore rosso è generalmente diverso secondo il giacimento di provenienza, ma in ogni caso non è elemento utile per risalire al paese di provenienza, poiché in ogni giacimento si trovano pietre con colori di tonalità diverse. Sicuramente i giacimenti più importanti, per la bellezza del materiale estratto, si trovano nel Myanmar, Birmania. I depositi della Thailandia producono un quantitativo piuttosto rilevante di rubini, pare intorno al 70% della produzione mondiale. Anche dallo Sri-Lanka e dal Vietnam provengono discreti quantitativi di rubini. Minore importanza riveste la quantità di minerale estratto dalle miniere del Kenia, Malawi, Tanzania, Afghanistan e Brasile.

  • Taglio

Il rubino grezzo ha spigoli smussati e lucentezza grassa, mentre quando è tagliato ha lucentezza quasi uguale a quella del diamante. I rubini solitamente sono tagliati utilizzando il taglio misto, ossia a brillante nella parte superiore e a gradini in quella inferiore. Per i campioni particolarmente importanti viene impiegato anche il taglio a gradini o a smeraldo. Il materiale con ridotta trasparenza viene tagliato a cabochon.

  • Esame alla lente

Osservando attentamente con una lente si nota che le inclusioni sono frequenti. Non costituiscono mai motivo di diminuzione della qualità, ma sono la testimonianza dell’origine naturale della pietra e permettono di distinguerla dalle sintesi.

  • Rifrazione

Un raggio di luce che penetra in una pietra come il rubino o lo zaffiro si scinde in due raggi. Questo fenomeno si chiama birifrangenza o doppia rifrazione e permette che qualsiasi oggetto osservato attraverso il cristallo appaia lievemente sdoppiato nei casi più evidenti. Questa caratteristica è comune a tutte le gemme appartenente al gruppo dimetrico. Il fatto che esistano due raggi influisce sul colore, dando sfumature diverse. Questo effetto cromatico differenziale si chiama dicroismo. Il colore più gradevole ha un colore rosso purpureo profondo.

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Perle

Le bellissime perle rappresentano una delle grandi eccezioni del mondo delle pietre preziose. Pur non essendo create nell’alveo della crosta terrestre, vengono lo stesso considerate delle gemme.

  • Caratteristiche

Di origine organica, si formano all’interno di alcuni molluschi, in particolare delle ostriche. Per la maggior parte della storia dell’uomo le perle sono state estremamente rare e costose; attualmente, grazie alla tecnica delle perle coltivate, c’è una maggiore disponibilità e queste gemme sono ormai alla portata di tutti. I colori delle perle variano secondo il tipo di mollusco e il tipo d’acqua in cui esso vive e dipendono dalla colorazione degli strati superficiali della conchiolina. Il colore più comune delle perle è il bianco, ma esistono sul mercato anche perle rosa, crema, viola, grigie e nere; ultimamente, grazie ad alcune tecniche particolari, si possono produrre anche perle arancioni, verdi, blu, ecc . Il valore delle perle varia enormemente a seconda delle dimensioni, del colore, della lucentezza, della qualità della superficie, della forma, della compattezza e della loro origine. Le perle più pregiate sono quelle non coltivate, perfettamente sferiche e lisce e caratterizzate da un’ottima lucentezza. Le perle sono molto sensibili anche agli acidi, al sudore, ai cosmetici e agli spray per i capelli.

  • Formazione

Lla formazione di una perla è una fase anomala dei processi biologici di un mollusco, un fatto puramente accidentale in quanto coincide con la reazione del mollusco allorché un corpo estraneo penetra nel suo interno. Questo corpo può essere un parassita, un granellino di sabbia o anche un minuto frammento di conchiglia. Il mollusco reagisce al corpo estraneo fissando su questo carbonato di calcio e conchiolina. Nasce così la perla naturale; la sua crescita può durare fina alla morte del mollusco produttore.

  • Perle coltivate

La grande richiesta di perle sul mercato è uno dei motivi che hanno dato impulso alla produzione su larga scala delle perle coltivate, che oggi costituiscono oltre il 90% della produzione mondiale. Il principio della coltivazione è semplice: introducendo un corpo estraneo, si stimola la reazione del mollusco, che produce la perla.”